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Quattro "ciacoe" con Coach Marobin

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Arrivato a Padova durante la scorsa estate, Marobin ha preso in mano una squadra che aveva raggiunto la salvezza alla penultima giornata, dopo una stagione dai risultati altalenanti e caratterizzata da alcune incomprensioni tra team e allenatore. L’uomo venuto dall’Altipiano in quella squadra aveva visto qualcosa di buono: un roster “fatto in casa”, senza tanti rinforzi dal ghiaccio e con tanti giovani a dare freschezza atletica. E ci ha visto giusto, Riccardo Marobin. Con gli stessi giocatori, (anzi, con un pezzo da novanta in meno come “Apu” Apostoli, fermato dal medico sportivo) il “Maro” ha portato i Ghosts in cima alla classifica. Una magìa? Fortuna? Scopriamolo insieme, facendo quattro chiacchere direttamente con lui.

Buongiorno Coach, l’estate scora Lei ha detto di aver deciso di allenare a Padova perché c’è la possibilità di portare avanti un progetto che punta sui giovani. Oggi la squadra è prima in classifica nel campionato cadetto. Se il buon giorno si vede dal mattino….
Sinceramente ancora stento a crederci! Però ho sempre avuto grande convinzione nel mio sistema di lavoro, ho dato fiducia ai giovani fin dall’inizio con ottimi risultati. Ho ancora un vecchietto in squadra, tutti lo chiamano Serpente a sonagli però me lo tengo stretto perchè con la sua esperienza fa crescere tutto il gruppo.
Si trova bene a Padova, malgrado le difficoltà di dover salire e scendere dall'Altopiano quattro o cinque volte alla settimana?
Questa con Padova è la mia prima esperienza esterna. Ma c’e’poco da dire: quando si vince non pesa nulla, anzi non vedi l’ora che arrivi il giorno dell’allenamento per stare assieme alla squadra.
Il prossimo impegno in campionato è la “madre di tutte le partite”, il derby con Cittadella. L’ultima vittoria risale all’aprile 2008. Quale può essere la chiave per riportare a Padova il match dopo tanto tempo?
Sicuramente loro saranno al gran completo e quindi più forti dell’andata, ma noi abbiamo fiducia dei nostri mezzi. Ora come ora siamo talmente legati con il gruppo che non ci fa paura nessuno! Questa settimana faremo un’amichevole contro i Vipers, cosi per avere un buon ritmo per domenica. Ne abbiamo discusso a lungo con i ragazzi di questa partita, sappiamo dove abbiamo sbagliato nella gara di andata e domenica ci riproveremo. Non voglio dire altro. Aggiungo solo che la mia squadra ha voglia di vincere e questo basta per farvi capite come stiamo preparando il derby. Una cosa e’ sicura: vincerla vorrebbe dire mettere una grossa ipoteca sulla promozione
Facendo tutti scongiuri del caso, se i Ghosts conquistassero la promozione in A1, cosa ci dovremmo aspettare, quanto divario c’è tra i due campionati a livello tecnico? Prendiamo, ad esempio, Monleale che l’anno scorso ha devastato il campionato di A2 vincendo tutte le partite, mentre in questa stagione nella massima serie sta faticando tantissimo (solo 4 match vinti su 14).
Il divario tra A1 e A2 e’indiscutibile. Nell’eventualità della promozione sarebbe durissimo competere senza fare qualche innesto. Nel libro dei sogni c’è un capitolo in cui l’arrivano due Americani o Canadesi di spessore, che vengono fatti vivere a Padova in modo che siano sempre presenti con la squadra e magari allenare il settore giovanile. Ma teniamo i piedi ben piantati per terra. C’è un gruppo dirigente con il quale affronteremo l’argomento quando e, soprattutto, se necessario. Bisogna anche che i conti continuino a quadrare…. Quel che è certo è che chiunque dovesse far parte del mio gruppo, dovrà impegnarsi ad essere presente agli allenamenti. Questa e’una condizione inappellabile, necessaria ad integrare tutti nel mio sistema di gioco.
A Padova si fa un gran parlare circa l’imminente realizzazione di in palazzetto del ghiaccio. Nella nostra città pensa che ci siano più possibilità di crescita con l'hockey in line o con l’hockey ghiaccio? L’in-line è destinato a rimanere all'ombra dell'hockey su ghiaccio?
Il ghiaccio ha finora dimostrato di avere un maggior appeal rispetto all’in-line e ciò è dovuto principalmente alla più lunga tradizione. Non credo di dire niente di nuovo se sottolineo che la maggior esperienza e le maggiori disponibilità’economiche hanno garantito quel livello di organizzazione che ancora manca nell’in line. Dovrebbe essere tutto il contrario, visto che l’in-line si può giocare dappertutto, non occorre un impianto cosi specializzato come per il ghiaccio e quindi costi minori. Potrebbe facilmente essere promosso con più facilità a livello giovanile, visto che basta anche la palestra della scuola per cominciare. Un nuovo palazzetto del ghiaccio in pianura è sicuramente una buona cosa, ma bisogna vedere se ci sarà capacità imprenditoriale oltre alle competenze tecniche per far decollare l’hockey ghiaccio in pianura… staremo a vedere.
Una domanda azzardata: c’è un qualcosa che possa accomunare i Ghosts con i pluricampioni Asiago Vipers?
Tutto quello che ho portato a Padova è frutto di ciò che ho imparato con i Vipers.

E ci pare che il bravo “Maro” la lezione l’abbia mandata a memoria. A noi non resta che sperare che continui a trasferire ai Ghosts un po’ di quel DNA che ha fatto delle Vipere altopianesi, una macchina sportiva più letale dei rettili veri. E speriamo che Fabio Forte, Presidentissimo dei Vipers, perda il cellulare….

 

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Data Inizio: 16-11-2009
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